CHI APPROFITTA DELL’ARTE E CHI GUADAGNA ONESTAMENTE?
ANCHE L’AUTORE HA SCRITTO QUESTO TESTO PER APPROFITTARE IN QUALCHE MANIERA DEL BENE E DEL MALE ESISTENTI NELL’ARTE
Todosijević Dragoljub Raša
Belgrado, 21.4.1975.
Le fabbriche che producono materiale necessario agli artisti.
Le aziende che vendono materiale necessario agli artisti.
I loro operai, impiegati, venditori, intermediari, ecc...
Le aziende o i privati che aquipaggiano o abbelliscono i lavori degli artisti.
I falegnami che costruiscono cornici, profili di legno, ecc...
I produttori di vetro, carta, matite, colori, attrezzi, ecc...
I loro operai, impiegati, venditori, rivenditori, ecc...
Le aziende alloggi che riscuotono l’affitto per: ateliers, locali di lavoro, alloggi o “buchi” in cui vivono gli artisti.
I loro operai, impiegati, ecc...
Tutti coloro che producono, vendono o rivendono generi alimentari agli artisti.
Tutti coloro che producono, vendono o rivendono calzature e vestiario agli artisti.
Tutti coloro che creano, vendono o rivendono necessità culturali agli artisti.
Tutti coloro che producono, vendono o rivendono: medicinali, oggetti per l`igiene, alcool, profilattici, sigarette e requisiti sportivi agli artisti.
Tutti coloro che riscuotono le imposte sugli onorari d’autore.
Gli impiegati comunali, quelli che riescuotono le tasse ed il rimanente personale amministrativo.
Le banche ed i suoi impiegati di categoria superiore ed inferiore.
I piccoli artigiani: stagnini, corniciai, calzolai, medici, becchini, ecc...
I costruttori di mosaici di professione che costruiscono mosaici altrui.
I fonditori di professione che fondono sculture altrui.
Gli scalpellini di professione che scalpellano sculture altrui.
I modellisti e gli specialisti del gesso, della cera, del marmo e del bronzo.
Gli orefici.
Gli incisori.
Gli zincografi.
I professionisti che fanno in serie grafici, litografie, acquaforti, acquatinte, xilografie, linografie, ecc...
I medagliai.
Gli scalpellini.
Le gallerie.
Le gallerie di vendita ed il loro personale.
Le gallerie senza profitto.
I proprietari di gallerie, gli amministratori di gallerie, i conservatori di gallerie ed i loro segretari personali ed amici.
I consigli di galleria pagati.
I consigli di galleria non pagati che riscuotono denaro perché non vengono pagati.
Le commissioni d’acquisto, i loro membri e consiglieri.
I conferenzieri ottimamente addestrati con pessime o buone intenzioni nei confronti dell’arte.
I managers, i rivenditori, gli acquirenti e tutti coloro che approfittano più o meno dell’arte.
Gli organizzatori di aste pubbliche e semipubbliche.
I collezionisti.
Gli astuti profittatori di opere migliori o capitali che non appartengono a collezioni pubbliche.
I venditori “anonimi”.
I venditori famosi e stimati.
Il personale di categoria inferiore, superiore e suprema delle istituzioni culturali e gli organizzatori dei programmi artistico, culturale e didattico.
Il personale addetto all’organizzazione di una mostra.
Tutto il personale amministrativo.
L’impiegato addetto alla scrittura degli indirizzi ed all’invio degli inviti.
L’impiegato che acquista, rilascia o cancella il materiale necessario per l’allestimento di una mostra.
Il servizio di contabilità.
Il custode.
Il segretario, la segretaria o la persona che mantiene i rapporti con l’istituzione che procura ed approva il denaro indispensabile per l’allestimento del programma culturale.
Tutto il personale tecnico.
L’allestitore di professione o meno.
Il designer dei cataloghi, dei biglietti d’invito e degli affissi.
Il corriere.
Il vigile del fuoco.
Il critico, il letterato o una terza persona istruita che scrive la prefazione nei cataloghi.
Il correttore della prefazione o dei testi dell’artista o sull’artista di un catalogo.
Il traduttore della prefazione o dei testi sull`artista o dell`artista di un catalogo.
Il dattilografo.
Il fotografo che ha ripreso le opere per un catalogo.
L’editore di cataloghi.
La stamperia che esegue la stampa di cataloghi, inviti ed affissi.
Gli operai che allineano, stampano e rilegano i cataloghi e gli inviti.
Il correttore.
Il personale amministrativo della stamperia.
Coloro che prescrivono le imposte e coloro che riscuotono le stesse per la stampa dei cataloghi.
Coloro che scrivono e rilasciano certificati per i cataloghi esenti da tasse.
I servizi postali di cui si usufruisce per l’invio degli inviti e dei cataloghi.
I servizi telefonici di cui si usufruisce durante l’organizzazione delle mostre.
L’azienda elettrica che fa pagare l’energia elettrica spesa nel periodo della durata delle mostre.
Il custode della galleria ed il venditore dei biglietti, dei cataloghi, delle cartoline illustrate, ecc...
Le donne delle pulizie.
Gli imbianchini.
Coloro che tengono i discorsi inaugurali o che inaugurano mostre.
Il servizio d’informazione esterno.
Il reparto annunci dei giornali.
I giornalisti che annunciano le mostre o scrivono degli articoli sulle stesse.
I critici che danno brevi annunci sulle mostre nei giornali.
I redattori responsabili della rubrica culturale dei giornali.
I redattori tecnici delle rubriche culturali e di tutte le rimanenti rubriche.
I critici o commentatori che danno notizie più complete sulle mostre.
I cronisti che non hanno niente a che vedere con l’arte, ma che scrivono articoli sugli artisti, sulle loro opere e sui problemi dell’arte.
I letterati che scrivono dei componimenti lirici sull’arte per i giornali, le riviste settimanali o mensili e che vendono o rendono nota la loro ignoranza o la poca conoscenza dell’arte.
Tutti coloro che indipendentemente dalla professione attaccano o difendono le mostre e gli artisti tramite i giornali e la stampa settimanale.
I caricaturisti.
Gli inventori di accorgimenti, epigrammi e cavilli sugli artisti e sull’arte.
La televisione, i suoi impiegati, operai ed “artisti”.
Gli operatori che riprendono l’inaugurazione delle mostre o le mostre.
Gli operai o gli studenti addetti alle luci degli operatori.
I collaboratori di livello inferiore del programma culturale della televisione fuori sede.
Il loro personale tecnico ed ausiliare.
I redattori delle rubriche culturali televisive.
I registi, gli scenografi ed i rimanenti amatori.
I commentatori o gli speakers che leggono notizie relative alle mostre.
Gli organizzatori ed i presentatori delle trasmissioni televisive sulla cultura.
Gli organizzatori ed i presentatori delle interviste televisive con gli artisti.
Coloro che scrivono, curano la regia o girano telefilm e drammi lunghi o brevi sugli artisti viventi e deceduti.
Coloro che girano brevi film sugli artisti a scopi turistici.
Coloro che girano lungometraggi romanzeschi sulle biografie degli artisti.
Le stazioni radio, i loro impiegati, operai e collaboratori esterni.
Le rubriche propagandistiche.
Le rubriche informative ed i notiziari.
Le rubriche sui pettegolezzi-chiacchiere.
Gli scrittori che scrivono sugli artisti per la radio e coloro che leggono o recitano tali scritti.
Gli speakers ed i presentatori del programma radiofonico.
Gli organizzatori delle varie interviste e trasmissioni per o sulla cultura e sull’arte.
Gli scrittori delle radio-necrologi sugli artisti o su qualche indirizzo artistico.
Tutti i collaboratori ed il rimanente personale impiegato presso la radio.
Le case editrici, i loro impiegati, operai e consiglieri.
I bollettini ed i redattori degli stessi sull’arte.
Le riviste settimanali d’arte ed il personale che scrive per queste riviste o le spaccia.
Le riviste mensili, trimestrali o semestrali di cultura e d’arte.
Gli scrittori di monografie, biografie, raccolte di saggi sugli artisti o sull’arte.
Coloro che scrivono aneddoti sulla vita degli artisti.
Coloro che aiutano gli artisti a scrivere l’autobiografia.
Coloro che raccontano aneddoti e barzellette sulla vita degli artisti e che in tal modo guadagnano: sigarette, caffé, birra o acquavite o cognac o vino o da mangiare, ecc...
I critici di tutte le specie, di tutti gli anni e di tutti gli indirizzi.
Le librerie che vendono libri, riviste, riproduzioni e grafici originali di artisti e non artisti.
Le botteghe d’antiquariato, gli antiquari, i venditori privati, i mediatori ed i rivenditori.
I commessi viaggiatori e le aziende addette ai trasporti.
I piazzisti.
Le botteghe dei rigattieri ed i rigattieri.
Le botteghe di commissione.
Gli specialisti che vendono il proprio sapere e la conoscenza dei vari lavori degli artisti.
Gli specialisti che conoscono le opere più tarde degli artisti.
Gli specialisti di forme primitive, arte primitiva, arte moderna, ecc...
Gli specialisti di questo o quel secolo, di questa o quell’epoca.
Gli organizzatori delle mostre individuali, indipendenti degli artisti.
Gli organizzatori delle mostre comuni, di gruppo, delle manifestazioni culturali, delle rassegne, ecc...
Gli organizzatori delle mostre intercittadine ed inter-repubblicane.
Gli organizzatori delle mostre internazionali.
Gli organizzatori delle mostre mammut: dalla notte dei tempi ad oggi.
Tutti i loro commissari, segretari, collaboratori, aiutanti, consiglieri, correttori, editori, amministratori, tecnici, operai, ecc...
Le giurie, i consiglieri, gli esperti e le donne che fanno il caffé.
I conservatori, i restauratori, i tecnologi, ecc...
I direttori d’istituto, i direttori di museo, i conservatori dei musei, i tirocinanti ed il personale rimanente.
Le compagnie d’assicurazione ed i loro impiegati.
I custodi notturni di musei, gallerie, raccolte, tutte le specie di collezioni e legati.
Il personale tecnico dei musei, delle gallerie, delle collezioni e dei legati.
Gli organizzatori di simposi, incontri e festival artistici.
Gli organizzatori di seminari e corsi accelerati o ristretti sull’arte.
Gli organizzatori dell’approfittare organizzato dell’arte.
Il loro personale ideologico, amministrativo e tecnico.
Le organizzazioni turistiche, le agenzie ed i loro impiegati.
Le compagnie aeree, le aziende di trasporto, le ferrovie, ecc...
Le aziende alberghiere, le trattorie, i camerieri, gli alberghi, le pensioni, ecc...
Le guide di professione che conoscono una o più lingue.
Le ammiratrici.
Le giovinette.
Le studentesse.
Le modelle.
Le donne sposate.
Le mogli.
Le amanti.
Le amiche.
Le vedove.
I bambini.
I vecchi amici ed i conoscenti.
I parenti ed i rimanenti eredi stretti e lontani.
Gli avvocati.
Le casalinghe e le madri che talvolta in buona fede esprimono i loro pareri pro o contro l’arte tramite la stampa.
Gli scaltri presentatori e custodi di legati, eredità e collezioni.
I patroni dei fondi artistici destinati per l’assegnazione di premi, doni e borse di studio a: ricchi studenti, carrieristi e ladri rimanenti.
I patroni e gli organizzatori di fondi e borse di studio per finanziamenti mensili, annuali e secolari di: adulatori, poltroni, figli ricchi e solidi epigoni.
I patroni e gli organizzatori di borse di studio per studi da svolgersi all’estero che a regola vengono assegnate: ai figli degli impiegati di grado superiore, ai figli di noti banchieri ed ai figli della borghesia mascherata e celata nel Socialismo.
Gli organizzatori delle associazioni ed il personale tecnico ed amministrativo indispensabile.
Tutti i rimanenti burocrati di grado inferiore, superiore e supremo che prendono il denaro dagli artisti sorridendo, fieri della propria “Santa Missione” nel campo culturale ed artistico.
Coloro che fanno i manifesti, i redattori grafici ed i designers che sfruttano gli artisti.
I designers industriali di tutte le specie.
Gli anti-designers.
I produttori ed i venditori di: manifesti, poster e cartelloni firmati, oppure, più a buon prezzo, senza firma.
I produttori ed i venditori di “dischi degli artisti”, pieni di speranza e di sogni di grosse somme di danaro.
Coloro che guadagnano o che sperano di guadagnare con la ristampa dei movimenti DADA, Fluxus, ecc., e che non hanno mai sognato di farlo quando ciò era veramente necessario agli artisti.
I produttori di souvenirs ed i loro venditori.
I produttori di cartoline illustrate, biglietti d’auguri e riproduzioni di opere artistiche.
Coloro che stampano calendari con riproduzioni di opere artistiche e di lavori di nessuno valore.
I copisti di opere artistiche riconosciute e non riconosciuti.
I falsari segreti di opere d’arte.
I falsificatori pubblici e riconosciuti di opere d’arte.
I creatori di moda che derubano gli artisti pubblicamente ed in tal modo fanno soldi.
I creatori di fantasie per stoffe che degradano sistematicamente gli artisti e per questo loro lavoro vengono anche pagati.
Le aziende o i privati che fanno ceramiche e che imprimono opere note su vasi, recipienti, piatti di dubbia qualità artistica, che poi vendono come opera d’arte.
I decoratori di pareti.
Coloro che fanno le facciate delle case.
Coloro che fanno tappezzerie.
I commercianti di caramelle, dolciumi, calze, tabacco ed altri prodotti sulla cui confezione sono riprodotte opere artistiche che indubbiamente contribuiscono a far aumentare i guadagni.
Tutti coloro che riptoducono le opere degli artisti sui francobolli, sulle etichette, sugli stendardi, nei libri illustrati, sulla carta da parati e sulle mattonelle da cucina e da bagno.
I direttori delle case editrici che di tanto in tanto vendono la loro influenza per approfittare del commercio al minuto con “le opere d’arte”.
Coloro che mantengono vecchi artisti allo stremo delle forze per impadronirsi della loro eredità e per realizzare, poi, profitti da gangster.
Gli spacciatori e gli approfittatori esclusivi dei video-nastri, delle fotografie storiche e documentarie, delle firme e dei tovaglioli degli artisti.
Coloro che maltrattano i passanti casuali.
Coloro che sono soddisfatti di potere fare il “bello e brutto tempo”.
Gli imitatori che guadagnano imitando gli artisti.
Gli epigoni seri e sicuri di sé che senza il minimo grado di coscienza imitano gli artisti ed in tal modo se la passano meglio di loro e guadagnano molto più di loro.
I falsificatori della storia dell’arte che guadagnano con le loro falsificazioni.
Gli intercessori di uno stile artistico per convenienza o profitto.
Coloro che fanno distinguere o pongono in rilievo un artista o più artisti , o un’idea, o un tema, o una tesi, o un problema per mettere in vista se stessi e la propria concezione e per guadagnarci prima o poi.
I dilettanti nel campo dell’arte ed i teorici convinti della necessità di una società segreta al fine di una più facile caccia al profitto nell’arte.
Le signore delle faniglie per bene che fanno di tutto assieme agli artisti per “l’Arte”.
Le signore che studiano l’arte e gli artisti.
Coloro che sono i propugnatori dell’Arte in strada ( Street Art or Protest Art), e che vendono ed espongono questa loro idea nelle gallerie più famose.
I critici, i teorici ed i rimanenti malati mentali che si occupano di politica giornaliera per farsi una posizione nell’arte e per assicurarsi un profitto dall’arte.
Gli ideologi latenti, i demagoghi e gli oscurantisti degli istituti, delle scuole superiori, delle facoltà universitarie e delle accademie, che tengono più al potere ed all’influenza personale nel campo dell’arte, che all’ISTRUZIONE ED ALLA CULTURA che non affrono alcun profitto.
Tutti coloro che con il loro liberalismo verbale nascondono i loro modelli artistici e culturali borghesi, decadenti, sorpassati, reazionari, sciovinisti, per farsi una posizione al di fuori dell’arte, al di fuori della cultura e al di sopra dell’arte e della cultura.
Gli psicologi ed i sociologi che traggono conclusioni nebulose sull’arte e che ce le vendono con l’imbroglio come un grande contributo al fine di una migliore comprensione dell’arte.
I filosofi che scrivono sull’arte e che non l’hanno mai realmente capita.
Tutti gli altri politicanti da quattro soldi che in maniera “segreta”, tramite i propri genitori, amici e relazioni, si sono procurati la sinecura e che ora istruiscono gli artisti ed in questa maniera assurda guadagnano per vivere due vite.
Todosijević Dragoljub Raša
Belgrado, 21.4.1975.
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